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June 2009

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Jun. 26th, 2009

sketch1

LA FUGA DI GAIA

Dimentica...Dimentica.... Quella voce secca, piatta, insistente, come gocce di pioggia lente ed inesorabili che cadendo su una lastra di metallo saturino l'aria di echi metallici. "Corri ora...Corri". I neon che fuggono, alti e disumani sulla testa, mentre lo stretto vicolo sembra non avere mai fine. Il caldo e l'umidità sono entità materiali e palpabili, che ardono la gola ed incendiano i polmoni, impedendo perfino il respiro, come Dei antichi e vendicativi che, irati, investano l'uomo e la terra con la loro collera. Una ragione per smettere di correre. Mille per continuare. La testa di Gaia è un caleidoscopio di emozioni e sensazioni, la maggior parte artificiali, che la jovaina genera attraverso la sua rete
neurale. La dose non doveva essere così massiccia, ma qualcosa era andato storto. Probabilmente il prodigio aveva tagliato troppo la roba ed ora era lei a farne le spese. Non c'è mai da fidarsi di questi spacciatori di 8-9 anni con gli occhi da vecchio a causa dell'abuso di jovaina, ma loro sono gli unici ad averla. Legge di mercato. Gaia corre e non si guarda indietro, davanti agli occhi ancora strada e strada, colori, aerotaxi in attesa di clienti e squadre di 'urbani'
che pattugliano i vicoli a caccia di taglie o di reietti abbandonati sulla strada strafatti ed incapaci di sottrarsi alle loro sevizie. A chi importa dei reietti?.
Era la risposta degli urbani a chi chiedeva loro il motivo di tanta rabbia. La violenza è nella natura umana da sempre, una sete di sangue che nessuno potrà mai estinguere. E' solo un gioco, piccola. Così le diceva il padre tenendola sulle ginocchia. Ma sapeva che non era vero. Lo aveva sempre saputo. Anche ora l'unico pensiero lucido che Gaia aveva era che niente è un gioco. Corri bambina...Corri.... Il pavimento della stazione rifletteva gli
ologrammi pubblicitari della D-COKE. Sissignori, solo 0,00001 calorie al litro grazie al nuovissimo ed esclusivo sistema di sintesi nucleica del D-SUGAR. Tenere lontano dalla portata dei bambini. Gaia era già sul nastro trasportatore quando comprese che si stava dirigendo verso casa. Ma la sua casa non esisteva più.
Niente esisteva più. Solo colori troppo intensi e suoni assordanti che strappano il silenzio, simili alle urla di vittime delle più ignote e selvagge torture. Come investita da una valanga si ritrova a terra, schiacciata dall'onda neurale di ritorno causata dalla roba. SMETTILA ADESSO PAPA!.
Ma non avrebbe smesso se non fosse intervenuto Jimmy. E quello assieme a lui era stato l'unico periodo in cui si ricordava fosse felice di essere viva. Il nastro continuava a portarla verso i siti di trasporto mentre lei lottava contro i suoi stessi sensi cercando di rialzarsi. La corsa e il pianto avevano aiutato il suo organismo a metabolizzare la jovaina ed ora, lentamente, Gaia stava riprendendo il controllo del suo sistema nervoso. Fai finta sia normale, gioia". Così le aveva detto il regista. Aveva accettato di girare un olo-core per bisogno di soldi, ma non le avevano detto che dopo averla imbottita di droga le avrebbero chiesto di scopare con uno di quei mutanti, generato da chissà quale radiazione.
Ehi pupa! E' il mercato che lo chiede, cosa credi? Eppoi non vedo perché tante storie...ha due uccelli, mica le squame. Il nastro era giunto ai vettori rapidi e lei non aveva idea di dove andare. Dopo la morte di Jimmy, quelli delle assicurazioni l'avevano mandata via dal loro bi-loculo lasciandola in mezzo alla strada. Tutto quello che aveva era il vestito sporco e lacero che indossava e pochi crediti, per un ultimo viaggio. Quella dell'addetto robotizzato era l'unica voce gentile che sentiva da giorni. Buonasera, destinazione prego. Lo sguardo fisso e sorridente dell'automa rifletteva i colori cangianti delle iridi di lei. Solo 99 crediti ed anche voi avrete lo sguardo delle star!Facevano parte del kit della provetta attrice di olo-core. Io...io...non lo so...credo...che tornerò sul set.... Nel silenzio della stazione, sulla scia delle ultime allucinazioni da jovaina, Gaia vide la macchina sorriderle, lui la capiva. Lente e pesanti, le lacrime corsero di nuovo sul suo viso portandole via ciò che rimaneva del trucco. Poi, sorridendo, si avvicinò al mezzobusto di metallo e plastica e lo baciò teneramente. E mentre si allontanava, una delle sue lacrime si attardava, scivolando piano lungo il volto scolpito dell'automa.

Jan. 5th, 2009

sketch1

inizio anno

mi guardo intorno con sorpresa accorgendomi che le cose non sono cambiate poi molto
è un gran risultato visto che stava tutto crollando in pezzi fino a qualche tempo fa
prossimi obiettivi? si vive alla giornata..e nel frattempo l'anno nuovo mi ha fatto scoprire i Kent..che dalla fredda svezia ci regalano questo gioiellino dal titolo VinterNoll2

http://www.youtube.com/watch?v=5uYa8gWs2rE

e per chi capisse lo svedese

Och dom säger att stan har blivit tyst och ful och öde älskling
Att det kommer bli en lång kall vinter
Jag har lärt mig att saknaden är värst när nån har sovit som ett barn
Genom en iskall vinter

Du är min hjälte för du vågar vara rak
Du är min hjälte för du är precis så svag som jag
Kom och hjälp mig jag behöver dig igen igen igen

Och du känner att staden är precis som staden alltid varit
I väntan på en lång kall vinter
Och du säger att saknad kan man lära sig att leva med ibland
Genom en iskall vinter

Du är min hjälte för du vågar vara rak
Du är min hjälte för du är precis så svag som jag
Kom och hjälp mig jag behöver dig igen igen igen

Du är min hjälte för du vågar vara rak
Du är min hjälte för du är precis så svag som jag
Kom och hjälp mig jag behöver dig igen igen igen

Och igen

pace e lunga vita gente

Nov. 22nd, 2008

sketch1

ma quanto è bella e originale "novembre" di giusy ferreri!



non ho parole

Nov. 20th, 2008

sketch1

All you need is love



There's nothing you can do that can't be done.
Nothing you can sing that can't be sung.
Nothing you can say but you can learn how to play the game
It's easy.
There's nothing you can make that can't be made.
No one you can save that can't be saved.
Nothing you can do but you can learn how to be in time
It's easy.
All you need is love, all you need is love,
All you need is love, love, love is all you need.
Love, love, love, love, love, love, love, love, love.
All you need is love, all you need is love,
All you need is love, love, love is all you need.
There's nothing you can know that isn't known.
Nothing you can see that isn't shown.
Nowhere you can be that isn't where you're meant to be.
It's easy.
All you need is love, all you need is love,
All you need is love, love, love is all you need.
All you need is love (all together now)
All you need is love (everybody)
All you need is love, love, love is all you need.

Nov. 16th, 2008

sketch1

la verità

la verità pura e semplice è che da anni e anni io sono una persona vuota e vado in giro cercando qualcosa che mi faccia sentire meglio..ma sono tutte cazzate..tutti pagliativi..invece devo accettare le cose come stanno e abbracciare la realtà per quello che è.
molto zen vero? già ma tra il dire e il fare..

scusate lo sfogo

Nov. 5th, 2008

sketch1

The Hungry Wolf





The Cure Lyrics
The Hungry Ghost Lyrics

Nov. 4th, 2008

sketch1

Assenze.




L'assenza dell'amata lontana, l'assenza dei nostri defunti, l'assenza del nostro passato perduto, l'assenza del nostro futuro remoto (e anche di quello prossimo): queste assenze sono presenze, giacché l'assenza di ciò che è assente si manifesta presentificandosi, ossia presentandosi in forma di ricordo, nostalgia, rimpianto, o di attesa, speranza, presagio, o di timore, sospetto, allarme: insomma nella veste di un pensiero, di un sentimento, di un'immagine, o di qualcosa che è tutt'insieme un pensiero, un sentimento e un'immagine; e tutto questo accade in quell'eterno presente in cui vivi anche tu.
Sembra che solo due siano gli avvenimenti ai quali non ci è dato esser presenti: la nascita e la morte. Allora, infatti, non c'eravamo e non ci saremo. Gli assenti, dunque, allora, fummo e saremo noi.
Ma forse non siamo mai nati, e nemmeno moriremo, giacché possiamo essere soltanto presenti o assenti.

Nov. 3rd, 2008

sketch1

Script for a jester's tear



So here I am once more in the playground of the broken hearts
One more experience, one more entry in a diary, self-penned
Yet another emotional suicide overdosed on sentiment and pride
Too late to say I love you, too late to re-stage the play
Abandoning the relics in my playground of yesterday

I'm losing on the swings, I'm losing on the roundabouts
I'm losing on the swings, I'm losing on the roundabouts
Too much, too soon, too far to go, too late to play, the game is over
The game is over

So here I am once more in the playground of the broken heart
I'm losing on the swings, losing on the roundabouts, the game is over, over
Yet another emotional suicide overdosed on sentiment and pride
I'm losing on the swings, losing on the roundabouts, the game is over
Too late to say I love you, too late to re-stage the play
The game is over

I act the role in classic style of a martyr carved with twisted smile
To bleed the lyric for this song to write the rites to right my wrongs
An epitaph to a broken dream to exorcise this silent scream
A scream that's borne from sorrow

I never did write that love song, the words just never seemed to flow
Now sad in reflection did I gaze through perfection
And examine the shadows on the other side of the morning
And examine the shadows on the other side of mourning
Promised wedding now a wake

The fool escaped from paradise will look over his shoulder and cry
Sit and chew on daffodils and struggle to answer why?
As you grow up and leave the playground
Where you kissed your prince and found your frog
Remember the jester that showed you tears, the script for tears

So I'll hold our peace forever when you wear your bridal gown
In the silence of my shame the mute that sang the sirens' song
Has gone solo in the game, I've gone solo in the game
But the game is over
Can you still say you love me?

Oct. 30th, 2008

sketch1

l'inizio



- L’avvocato interroga Egg Shen sugli avvenimenti appena conclusisi

Avvocato:”Quello che vorrei oggi, è sentire la sua versione dei fatti.”
Egg Shen:”Come dire…la verità dei fatti.”
Avvocato:”Sì, certo. Prima però mi servono: il suo nome e la sua occupazione….per l’archivio.”
Egg Shen:”Ah…Egg Shen, autista di pullman.”
Avvocato:”Autista di pullman….che tipo di pullman?…e dove lavora?”
Egg Shen:”Ah…pullman turistico…porto in giro i turisti, a San Francisco: Chinatown.”
Avvocato:”Grazie.”
“Dunque…prima di affrontare il nocciolo della questione…”
“mm…può dirmi se al momento attuale, lei ha una qualunque cognizione di dove possa trovarsi il Signor Jack Burton con il suo camion?”
Egg Shen:”mmm…Oddio! Volete lasciarlo in pace?.
Avvocato:”Signor Shen, per favore! Lei potrebbe venire a trovarsi in una grossa serie di guai!”
“…mezzo quartiere che esplode in un’immensa palla di fuoco verde…”
“…del fuoco verde!…sembrava di essere piombati in pieno inferno!”
“…e c’è gente che dice che c’è di mezzo lei! che potrebbe essere lei l’autore.”
“..e che lei è un uomo molto pericoloso…”
“Ora: se vuole proteggere Jack Burton...”
Egg Shen:”Le ho detto di lasciarlo in pace Jack Burton, perchè noi siamo in debito con lui!”
“ha dimostrato un coraggio da leone.”
Avvocato:”uhm! Va bene, come crede. Però, se vuole che io sia il suo avvocato…”
“…devo sapere ancora alcune cose che…che per me sono completamente assurde…”
“…come….Lei crede davvero alla magia?”
Egg Shen:”Parla della magia nera Cinese?”
Avvocato:”Sì”
Egg Shen:”oh…assolutamente sì!”
Avvocato:”Dice sul serio? Quindi crede ai mostri, ai fantasmi, eccetera immagino…”
Egg Shen:”Sicuro!…e anche alla stregoneria”
Avvocato:”Quindi devo supporre che lei si aspetti che anch’io creda alla stregoneria, non è così?”
Egg Shen:”Certo, naturale!”
Avvocato:”E perchè?”
Egg Shen:“Perchè è una realtà!”
Avvocato:”Ma chi me lo dimostra?”
Egg Shen:”Chi?”
Avvocato:”Già chi?…eheheeheh…me lo dimostri lei, per favore…avanti!”
[Egg Shen avvicina tra loro i palmi delle mani e tra di essi si formano dei lampi di crepitante energia]
Egg Shen:”Visto?…e questo è niente, ma è così che tutto inizia sempre…dal molto piccolo…”

Oct. 23rd, 2008

sketch1

Uomini e Donne, Katiana Valeriana e Claudiano - 23/11/07

Oct. 15th, 2008

sketch1

The musical box



Play me Old King Cole
That I may join with you,
All your hearts now seem so far from me
It hardly seems to matter now.

And the nurse will tell you lies
Of a kingdom beyond the skies.
But I am lost within this half-world,
It hardly seems to matter now.

Play me my song.
Here it comes again.
Play me my song.
Here it comes again.

Just a little bit,
Just a little bit more time,
Time left to live out my life.

Play me my song.
Here it comes again.
Play me my song.
Here it comes again.

Old King Cole was a merry old soul,
And a merry old soul was he.
So he called for his pipe,
And he called for his bowl,
And he called for his fiddlers three.

But the clock, tick-tock,
On the mantlepiece -
And I want, and I feel, and I know, and I touch,
Her warmth...

She's a lady, she's got time,
Brush back your hair, and let me get to know your face.
She's a lady, she is mine.
Brush back your hair, and let me get to know your flesh.

I've been waiting here for so long
And all this time has passed me by
It doesn't seem to matter now
You stand there with your fixed expression
Casting doubt on all I have to say.
Why don't you touch me, touch me,
Why don't you touch me, touch me,
Touch me now, now, now, now, now...

Oct. 6th, 2008

sketch1

Philip K. Dick

"Dovunque andrai, ti si richiederà di fare qualcosa di sbagliato. È la condizione fondamentale della vita essere costretti a far violenza alla propria personalità. Prima o poi, tutte le creature viventi devono farlo. È l'ombra estrema, il difetto della creazione; è la maledizione che si nutre della vita. In tutto l'universo."

Oct. 1st, 2008

sketch1

moderne tecniche per il controllo mentale

Sep. 29th, 2008

sketch1

non sai cosa regalarle per natale?

DAJE ER GAS!!



*questa campagna pubblicitaria è offerta dal gruppo SPDTF ("SimpsonsPolskiDubbingTeamFans")*

Sep. 26th, 2008

sketch1

vola



Nell'universo della mia pazzia
ho una nuova teoria
per me la gente
vola.

So cos'è che non va
disabitudine alla realtà
come dire sono
solo.

Io dopo di te
non sono morto né guarito
ma ci ho provato, era un mio diritto
e non è servito.

E mi sono vestito
come un idiota vestito
che avevo in testa
nessuno m'ha invitato alla sua festa.

La gente
vola
vola
ed io
sto troppo giù
l'amore
vola
e vola
ed io
mi sento, mi sento giù.

L'amore
vola
e vola
e tu
non c'eri già più.

Nel rovescio della mia vita
una prova innocente
chiamare amore un amore qualunque
a cui di me non gliene frega niente.

E ma non scoppia il cuore
non mi sento affogare
non ho voglia di bere, né di parlare
perché non ho amore di cui parlare
e penso che forse, davvero la gente.

Vola
vola
ed io
sto troppo giù.

L'amore
vola
e vola
ed io
mi sento mi sento giù.

L'amore
vola
vola
e tu
non c'eri già più.

Nel sottoscala della mia ragione
c'è la speranza che tu ritorni
E' solo un tarlo, consuma i giorni
ma chi può dirlo? Forse anche il mio amore

Vola
ed io
mi sento già più su.

Vola
e vola
e tu non ci sei più.

L'amore
vola
e vola
ed io
mi sento già più su.

Sep. 24th, 2008

sketch1

la mia ultima fatica..buona lettura :)

RISPETTO

è notte e sono a letto quando eccolo di nuovo.
maledetto gatto.
pensa di poter entrare nel mio giardino e di fare come se io non ci fossi ma si sbaglia di grosso.
aspetta che sia buio per farsi avanti, quando gli alberi gettano sulla strada le loro lunghe ombre e le nuvole oscurano la luna.
si crede invisibile, imbattibile, superiore.
è convinto di essere il padrone e come tale si comporta, non ha rispetto della proprietà altrui.
cosa vorrà da me poi?
io non ho fatto niente..NIENTE!
andasse a disturbare il mio vicino piuttosto.
quello non è affatto un uomo per bene. non è come me.
io ho rispetto, lo dice sempre anche mia moglie.
quello invece non fa altro che mettere la sua musica ad alto volume e cantare a
squarciagola.
fuma le sue sigarette ripiene di droga e va in giro per casa nudo.
lo vedo bene quando passa davanti alle finestre.
vedo tutto io. ho speso una fortuna ma ne è valsa la pena, sono contento di poter vedere come stanno le cose.
è importante.
ancora quel miagolio!
non posso rimanere a letto facendo finta di niente.
dovrei uscire e spaventare quel dannato felino, mandarlo via.
ma non posso alzarmi dal letto altrimenti rischierei di svegliarla.
non sarebbe affatto rispettoso.
va bene ho paura, lo ammetto.
paura dei suoi occhi di ghiaccio e dei suoi artigli.
ma soprattutto del fatto che sono sicuro non si spaventerebbe affatto e anzi mi sfiderebbe apertamente.
il mio è un bluff e lui rilancerebbe.
che gran vigliacco che sono.
lui l'ha scoperto ed ora se ne approfitta.
MA COS'E' CHE VUOI DA ME BASTARDO?
uccidermi? giudicarmi? tenermi sveglio fino a farmi impazzire?
non me lo merito di certo, ho rispetto io.
chiedetelo a mia moglie e sentirete cosa vi dice.
se mi vuole ancora bene dopo tutti questi anni è proprio perchè io sono uno che ha rispetto.
no, non posso rimanere a letto.
mi alzo lentamente per non fare rumore e indosso la vestaglia.
vado verso l'armadio cercando di non far frusciare troppo le ciabatte.
ho rispetto io.
le ante si aprono senza cigolare e al loro interno, nell'angolo destro, c'è il mio fucile.
lo afferro e lo accarezzo amorevolmente, pensando che finalmente potrò dormire.
prendo una manciata di cartucce dalla scatola e mi dirigo alla finestra.
guardo giù ed eccolo lì.
se ne va tranquillamente avanti e indietro nel mio giardino.
senza alcun rispetto.
nero, grosso e cattivo come la notte.
se non fosse per le sue movenze agili si potrebbe scambiarlo per un piccolo cane.
sollevo il vetro e appoggio l'arma sul davanzale.
una brezza fredda ed affilata irrompe nella stanza ma mi impongo di ignorarla.
infilo una cartuccia nel caricatore, appoggio saldamente il calcio alla mia spalla e avvicino l'occhio al mirino.
la luce proveniente dalle finestre della casa del mio vicino dall'altro lato della strada mi disturba un po' ma riesco comunque ad inquarare la bestiaccia e a tenerla sotto tiro.
come tutte le sere in quell'abitazione staranno accadendo cose a cui nemmeno voglio pensare.
un fruscio ed un sussulto alle mie spalle interrompono i miei pensieri.
si è svegliata e si è accorta di ciò che sto facendo.
"i tuoi soldi sono sul tavolo..vestiti e vattene" le dico.
lei raccatta i vestiti da terra con celerità e dopo avermi lanciato un ultimo sguardo preoccupato apre la porta e se ne va.
non posso darle torto. anche io avrei fretta di andarmene se a chiedermelo fosse qualcuno armato con un fucile di precisione.
mi è costato una fortuna ma ne è valsa la pena, è importante.
eccola che esce di casa mia e si avvia di corsa lungo il marciapiede. corre dal suo protettore.
i tacchi esagerati le rendono l’andatura abbastanza ridicola e mi scappa un sorriso.
la inquadro nel mirino e rimuovo la sicura.
il mio indice solletica il grilletto.
avviserà la polizia?
mi creerà problemi?
non credo, mi è sembrata una ragazza a posto.
una che ha rispetto.
la lascio andare e torno a concentrarmi sul gatto.
lo prendo di mira e lo osservo mentre si lecca una zampa e poi se la passa sul muso.
proprio mentre l'ho sotto tiro e sto per fare fuoco si volta e mi guarda fisso.
i suoi occhi sono pozzi neri quanto il suo manto e mi osserva con aria di sfida.
NON HA PAURA!
abbasso il fucile per detergermi la fronte con la manica della vestaglia.
sono un bagno di sudore.
è snervante.
quella bestia ha deciso di mancarmi di rispetto.
come il mio vicino.
proprio come ha fatto lui.
abbraccio di nuovo il fucile e inquadro le sue finestre.
passo da una all'altra mentre ripenso a ciò che ha detto mia moglie prima di andarsene.
ha detto che non dovevo prendermela e che sono cose che capitano.
che mi vuole ancora bene ma le cose sono cambiate.
che gli adulti devono accettare ed adattarsi.
che mi stima molto, perchè io sono uno che ha rispetto.
poi è andata via, con la scioltezza con cui si schioccano le dita.
lui la aspettava al lato opposto della strada, sulla soglia di casa sua.
in canottiera e con quel ghigno animalesco sulla faccia.
senza il minimo rispetto.
ed ora eccolo là, al centro del mio mirino.
nudo come al suo solito, col suo fisico palestrato e i suoi tatuaggi.
con quel modo scimmiesco di ondeggiare.
la sua mascella squadrata e le gambe gonfie e pelose come quelle di un orso.
con quelle spalle enormi e quella testa di cazzo che potrei far esplodere come un melone se solo premessi il grilletto in questo preciso istante.
una lieve pressione e il proiettile corazzato partirebbe a tutta birra lungo la canna, uscirebbe nella notte con un lampo ed un boato, attraverserebbe istantaneamente la strada fendendo l'aria, infrangerebbe il vetro della sua finestra come se non ci fosse nemmeno, raggiungerebbe quella grandissima testa di cazzo e glie la staccherebbe dal collo.
cristo, immagino che forse quel bestione resterebbe in piedi qualche secondo prima di rendersi conto di essere morto e crollare a terra in un lago di sangue.
sarei proprio curioso di vederlo.
ma non posso.
sposto impercettibilmente il fucile e inquadro lei che lo abbraccia e ride.
bella come il giorno in cui ci siamo sposati.
e ride proprio come allora.
negli occhi ha quella luce entusiasta che aveva quando davanti al prete mi guardò e disse
"si".
una lacrima vile e disonesta sfugge al mio autocontrollo e mi corre via lungo il viso fino a gocciare giù dal mento e finire sul pavimento.
non posso.
sono uno che ha rispetto, io.
in ricchezza e povertà, in salute e malattia.
e allora ovviamente anche in felicità e disperazione, in unità e separazione.
o no?
il gatto continua a miagolare ma non posso togliere gli occhi da ciò che accade nell'altra casa.
lui l'ha sollevata senza sforzo apparente e la sta portando in camera da letto.
li vedo scomparire dalla finestra e riapparire in quella successiva.
seguo i loro spostamenti e vedo tutto, come faccio ormai da più di un mese.
è importante.
la stanza da letto è facile da riconoscere perchè la luce che illumina la finestra è rossa.
sono sicuro che da qualche parte ci sia anche un grosso specchio.
sul soffitto forse.
il dottore diceva che fissarsi sui dettagli è sbagliato.
che mi impedisce di superare il trauma e andare avanti.
con tutti i soldi che mi ha sfilato non ha capito che per me vedere e sapere è importante.
come potrei essere certo di amare ancora mia moglie se rifiutassi di accettare la realtà?
sarebbe insensato professare il mio amore senza essere cosciente di ciò che accade in quella casa.
io ti amo, Kate.
ti amo come il primo giorno che ti ho vista.
e come quando te l'ho detto quella domenica mattina al lago, dopo che tu hai fatto finta di scappare via e ti sei fatta rincorrere.
ti amo nello stesso modo anche adesso che lui ti lascia cadere sul suo materasso ad acqua.
anche ora, mentre ti strappa via la camicia da notte di seta che ti ho regalato lo scorso natale e la getta via prima di salirti sopra.
ti amo mentre tengo nel mirino la nuca di quel borioso gorilla e una seconda lacrima scorre giù.
lo capisci Kate quanto io ti ami? puoi capirlo?
mi alzo di scatto e corro fuori.
forse sfonderò la porta dell’energumeno e riporterò Kate a casa.
oppure lo sfiderò a scendere e a combattere per lei.
forse vedendomi pestato a sangue mia moglie si renderebbe conto che quello non la potrà mai amare quanto me.
l'erba è fredda e umida sotto i miei piedi scalzi.
dopo poche falcate mi si para davanti il gatto nero.
il suo sguardo mi blocca dove sono.
rimango lì per qualche minuto riprendendo fiato ma senza potermi muovere: un uomo adulto in pigiama, vestaglia e piedi scalzi con un fucile di precisione in spalla in piena notte di fronte al gatto nero più grosso che si sia mai visto a memoria d'uomo.
se non avessi il cuore lacerato dal dolore e dallo strazio guardando la finestra rossa dall'altra parte della strada probabilmente mi metterei a ridere.
e poi sento le sirene.
evidentemente la ragazza non ha avuto rispetto come pensavo e ha chiamato la polizia.
cosa penserà ora la mia Kate?
quando mi porteranno via in manette e pigiama smetterà di volermi bene?
perderò la sua stima?
di certo penserà che sono uno che non ha rispetto.
mi siedo poggiando il fucile sulle ginocchia mentre il gatto riprende la routine delle sue ablazioni.
nero come la mia coscienza.
come il cuore degli uomini.
i poliziotti mi circondano investendomi con i fasci delle loro torce elettriche e urlando di gettare il fucile.
si avvicinano con le pistole spianate, passando dal riparo di un albero a quello successivo stringendo il cerchio con cautela.
non ho paura.
mi punto la canna dell'arma sotto al mento e lancio un'ultima occhiata alla finestra.
Kate è lì che mi osserva avvolta in una coperta mentre il cavernicolo le resta alle spalle con le braccia conserte e il solito ghigno, così riconoscibile perfino da questa distanza.
il gatto nero è sparito, se mai fosse esistito veramente.
addio Kate, rispetto la tua scelta come vedi.
tiro il grilletto.


non capisco perchè la stronza se ne sia andata via sbattendo la porta.
quel fallito dell'ex marito si è fatto saltare le cervella qua sotto. e allora?
si, ok mi dispiace eccetera. ma io cosa cazzo c'entro?
le ho solo chiesto se si sentisse bene e se volesse scopare.
volevo essere premuroso.
e invece lei mi ha guardato come se fossi pazzo.
un minuto dopo era sparita, andata senza una parola.
puttana psicopatica.
dio li fa e poi li accoppia, dico io.
se almeno questa cazzo di bestia la piantasse di miagolare potrei dormire, domani ho una giornata piena.
maledetto gatto.


alessio

Sep. 18th, 2008

sketch1

Scusate se latito..ho qualche problemino ma vi penso



Inside all the people
A jet-black spark
Rippling like magma
In their hearts
Under all the hot lights
And gyroscopes
Physically pulsing
As they shake their bones

Ha-ha, yeah
Feeling kinda lonely
With the vodka and coke
Feeling kinda lonely
Underneath the strobe
I was
Feeling kinda lonely
Boys are shaking
Girls are rotating
Make my real life melt into the floor
Boys are shaking
Girls are rotating
Make my real life melt into the floor

Inside all the people
An onyx flame
Flickering and rising
Into their brains
Smothered in a blue light
Covered in a noise
Occilating girls
Occilating boys

Ha-ha, yeah
Feeling kinda lonely
With the vodka and coke
Feeling kinda lonely
Underneath the strobe
I was
Feeling kinda lonely
Boys are shaking
Girls are rotating
Make my real life melt into the floor
Boys are shaking
Girls are rotating
Make my real life melt into the floor

Make my real life melt into the floor
Boys are
Shaking
Girls are
Rotating
Make my real life melt into the floor
Boys are
Shaking
Girls are
Rotating
Make my real life melt into the floor

Aug. 21st, 2008

sketch1

DI CHE COLORE SONO LE CORNA DEL BALROG?

Pensate di avere una discreta cultura in fatto di giochi? Di essere a conoscenza, almeno per sentito dire, della maggior parte dei prodotti presenti sul mercato?... Lo credevo anch’io.
Alcuni pomeriggi trascorsi in un negozio specializzato in giochi mi hanno disilluso, ma anche svelato orizzonti inesplorati, quando ho sentito le richieste di gente che cercava di acquistare giochi che mai nessun uomo aveva osato chiedere prima.
In primo luogo, se un format "digitale" viene trasformato in prodotti "cartacei", significa che il mondo del gioco è unito e comunicante. Ovvero formato da persone che alternano partite on line a World of Warcraft, con riunioni attorno ad un tavolo di Warcraft the Boardgame.
Un prodotto sconosciuto ma richiestissimo è una variante di Axis & Allies di ambientazione fantascientifica, Axis & Aliens. Se i nazi riuscissero comunque a cavarsela contro gli orrori dello spazio profondo non avrebbero speranze di fronte alla perfida astuzia femminile di Joan Collins in Axis & Alexis, ambientato in parte a Dallas e in parte a Berlino.
Un inquietante capitolo è costituito dalle varianti del richiamo di cthulhu, call of cthulhu in originale. Oltre alle dozzine di persone che starnutiscono per ore davanti alla cassa finché un fonologo di passaggio non capisce che stanno cercando di pronunciare “ Cthulhu” e ai maniaci che chiedono call of ciulo e call of culu, uno sconosciuto gettò nel panico i negozianti chiedendo al telefono il richiamo di cutolo, che non auguriamo a nessuno di ricevere in regalo.
Recentemente è stata avanzata un’interessante richiesta di acquisto do Kata culu; i filologi sono invitati a chiarire se si tratti di una variante horror del gioco fantasy kata kumbas o di un’esclamazione oscena in vernacolo volgare del X° secolo.
Dopo una lunga attesa, è stato finalmente tradotto in italiano MERP – middle earth roleplaying game, ovvero il gioco di ruolo della terra di mezzo. Benché la sua sigla italiana sia GIRSA, che sembra il nome della sorella racchia di Irma la Dolce, questa traduzione mette comunque fine alla processione patetica dei clienti che tentavano tenacemente di acquistare una copia di Middle ear RPG, il gioco di ruolo dell’orecchio medio, per non parlare di chi voleva comprare una copia di MERD (il gioco di ruolo di Cambronne, vogliamo sperare). Sempre riguardo a MERP, è ormai entrato nel mito il giovane giocatore che chiese la miniatura di Mordor; anche se l’abile L.O. si è subito offerto di fonderne una da poche tonnellate, squillando a lungo come un registratore di cassa, i giocatori di tridimensionale possono dormire tranquilli: per giocare uno scenario napoleonico non occorre la miniatura della Francia.
Vi piace il gioco di ruolo, ma non disdegnate una serata in discoteca? I vostri dubbi su come trascorrere il tempo libero sono risolti da Dancing & Dragons, la risposta alle esigenze delle generazioni più giovani. I più anziani potranno invece cimentarsi in un gioco rigorosamente monografico con una partita a Dragons & Dragons.
Un momento in cui si scatena tutta la fantasia del cliente è durante l’acquisto delle miniature (spesso chiamate pupazzetti, bamboline e statuine). Alcuni chiedono miniature molto particolari, come quella del chierico legale di 7° livello della chiesa di Karameikos, fortunatamente senza specificare che deve chiamarsi Vito ed avere una voglia di fragola sul polso destro. La richiesta più interessante, comunque, è senza dubbio quella della miniatura del Mignottauro (completa di corna, calze a rete e borsetta 1D6 di danni). Quando l’amico D.D.D. di Napoli mise per scherzo una minivacca in una sua avventura pubblicata su CROM!, certamente non sospettava che i giocatori avrebbero potuto disporre di una miniatura apposita per quel mostro. Le frequenti richieste di miniature del cuboide gelatinoso hanno spinto il commerciante P.S. a speculare sull’ingenuità della clientela vendendo a prezzo decuplicato dei comuni dadi da brodo; peggio ancora da quando gli hanno chiesto quanto costava la miniatura della fanghiglia perde è stato sorpreso più volte a raspare nelle pozzanghere con aria furtiva.
Lo stretto contatto con mostri e creature fantastiche, benché di piombo e in scala 25mm, gioca spesso strani scherzi all’equilibrio mentale dei negozianti, che spesso si rivolgono alla folla di ragazzini assiepati attorno al bancone dicendo “ Avanti il prossimo Koboldo”. Ad un giovanissimo cliente che chiedeva un bel mostro da 3000 lire, A.V. un temibile commesso Chaotic Evil del 36° livello, ha suggerito di andare alla più vicina macchinetta per fototessera e scattarsi un ritratto.
Un pomeriggio in un negozio di giochi è anche un’occasione per ripassare un po’ di storia e colmare le proprie lacune: Orecchiando le conversazione degli Esperti, potrete scoprire che durante la battaglia di Agincourt i francesi misero in atto una manovra aggirante per dividere i turchi dagli inglesi o che nel 15° e nel 16° secolo il Giappone era molto più pacifico e raffinato dell’Europa, dove imperversava la barbarie (è ormai noto che il misterioso sorriso della gioconda è dovuto al fatto che Leonardo le aveva spaccato i denti con la clava tornando da una battuta di caccia la mammuth e che le sanguinarie lotte fratricide tra feudatari giapponesi non sono altro che un’invenzione di Kurosawa).
Un Esperto rimasto nel cuore di tutti è il giovane che chiese un gioco di guerra napoleonico affermando di essere molto ferrato su quel periodo storico; quando gli fu offerto il gioco di waterloo, si informò su chi aveva vinto la battaglia. Deploriamo pubblicamente l’anonimo disinformatore che gli rispose “Topolino”, confondendogli le idee e costringendo a passare notti insonni sui libri di storia per verificare la notizia.
La telematica apre orizzonti interessanti all’espressione della fantasia. Un anonimo genio che cercava di collegarsi con la BBS di Agonistika per giocare a D&D via computer, decise, forse sconvolto dalla lettura del Neuromante di Gibson sulla realtà virtuale del cyberspazio, di usare la voce (4 baud?) invece del modem: quando il negoziante D.P., alzò la cornetta del telefono: (in quel momento il modem era staccato) senti una voce impersonale, lenta e cavernosa sibilare: “A…G…O…N…I…S…T…I…K…A…B…B…S…”. Inverno muto, l’intelligenza artificiale di neuromante, non aveva un fratello ma due: quello che ha telefonato personalmente al computer di AGONISTIKA BBS è il fratello scemo, di cui gibson non ha mai parlato perché gli avrebbe rovinato la trama del romanzo.
Resta da esplorare il campo delle richieste di consigli sulle regole di gioco (ad esempio :” può il mio elfo-mago-chierico caotico di 15° livello lanciare una palla di fuoco attraverso l’armatura?”). Si tratta tuttavia di un argomento di tale portata che non ci è possibile affrontarlo in poche righe; Per qualunque dubbio di questo tipo vi consigliamo di telefonare spessissimo al negoziante da cui vi fornite abitualmente, se possibile intasando le linee. Se risponde “non saprei”, “legga meglio le regole” o addirittura “non rompere” o “vaff……”, ricordate che si tratta solo di timidezza e insistete molto a lungo.
Gianna Masetti
P.S. : Mi è stato appena comunicato un supplemento di prezzo del 150% su qualunque acquisto di giochi che io tenti di fare sul territorio nazionale. Vi preghiamo di ignorare l’ultimo paragrafo del presente articolo, dovuto a stanchezza mentale e bassa perfidia.
Hasta Luego.
P.P.S. : I fatti citati nell’articolo sono realmente accaduti e i riferimenti non sono casuali.

Aug. 14th, 2008

sketch1

Roma..



Roma nun fa' la stupida stasera
damme 'na mano a faje di' de si'
sceji tutte le stelle piu' brillarelle
che puoi e un friccico de luna
tutta pe' noi
faje senti' ch'e' quasi primavera
manna li mejo grilli pe' fa' cri cri
prestame er ponentino
piu' malandrino che c'hai
roma reggeme er moccolo stasera
roma nun fa' la stupida stasera
damme 'na mano a famme di' de no
spegni tutte le stelle
piu' brillarelle che c'hai
nasconneme la luna se no so' guai
famme scorda' ch'e' quasi primavera
tiemme 'na mano in testa pe' di' de no
smorza quer venticello
stuzzicarello che c'hai
roma nun fa' la stupida stasera
famme scorda' ch'e' quasi primavera
tiemme 'na mano in testa pe' di' de no
smorza quer venticello
stuzzicarello che c'hai
roma nun fa' la stupida stasera
roma nun fa' la stupida stasera
roma nun fa' la stupida stasera

Aug. 10th, 2008

sketch1

Angelina

Sette e venti in Piazza Duomo il tram è pieno come un uovo Angelina, Angelina, Angelina non mi dire mai di no. Buchi il biglietto ed il tuo cuore domani e un altro giorno chissà se piove. Angelina, Angelina, Angelina, non mi dire mai di no. IBM al nono piano il cielo è gonfio sopra Milano in mezzo a questa logica assassina nessuno vede che tu stai piangendo Angelina non soffrire, Angelina quel bastardo tornerà, ritornerà, ritornerà. Mezzogiorno, quasi l’una uccisa come te non c’è nessuna Angelina, Angelina, Angelina non mi dire mai di no. Al Mini Bar di Corso Emanuele mordendo il tuo panino stai ancora piangendo Angelina, Angelina, Angelina non mi dire mai di no. Un’amica parla troppo, dice che lei è felice ma la testa tua è da un’altra parte pensi sempre ai suoi giochi, lui giocava sul tuo corpo giochi teneri, teneri e violenti vinceva sempre lui. Angelina, Angelina, Angelina non mi dire mai di no.
Guardi il volto tuo che fugge come un ladro nella notte nel vespaio sterminato della città e casa tua che si avvicina continuerai a piangere in cucina Angelina quel bastardo tornerà, ritornerà, ritornerà.
Angelina…

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